paziente oncologico: bisogni e qualità di vita

Nel nostro Paese vivono più di 3 milioni e trecentomila persone dopo la diagnosi di tumore, una percentuale in costante aumento, addirittura il 24% in più rispetto al 2010. Questi cittadini presentano nuovi bisogni, impensabili fino a dieci anni fa, di fronte ai quali sia gli oncologi che i medici di famiglia si trovano spesso impreparati.
Piccoli disturbi di carattere psicologico (come ansia, nervosismo o difficoltà ad addormentarsi) oppure fisico (ad esempio gonfiore addominale, spossatezza e secchezza) possono compromettere la qualità di vita e le relazioni sociali. Da un lato gli oncologi non vengono coinvolti dai pazienti oppure tendono a minimizzare questi piccoli effetti collaterali, dall’altro i medici di famiglia non sono preparati a fornire risposte adeguate. Con la conseguenza che i pazienti e i loro familiari si muovono troppo spesso in modo autonomo cercando soluzioni prive di basi scientifiche.

Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) promuovono il primo progetto nazionale per fotografare i nuovi bisogni dei pazienti oncologici e delineare gli strumenti indispensabili per rispondere a queste esigenze. Sono stati infatti realizzati quattro sondaggi (su pazienti, oncologi, medici di famiglia e farmacisti) che verranno presentati alla stampa mercoledì 28 febbraio alle 10.30 al Senato (Sala degli Atti parlamentari, Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”) nel convegno nazionale “I nuovi bisogni del paziente oncologico e la sua qualità di vita”. Interverranno, fra gli altri, Stefania Gori (presidente nazionale AIOM), Fabrizio Nicolis (presidente Fondazione AIOM), Elisabetta Iannelli, (vicepresidente Aimac, Associazione Italiana Malati di Cancro), Rita Vetere (vicepresidente “Salute Donna”), Claudia Santangelo (presidente “Vivere Senza Stomaco (si può!)”), Claudio Cricelli, (presidente SIMG, Società Italiana di Medicina Generale) e Annarosa Racca (presidente Federfarma Lombardia).

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