UN NUOVO VACCINO CONTRO IL CANCRO? E’ SOLO LA NOTIZIA DI QUELLO CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS


Non è certamente educativo il titolone di prima pagina che sembra annunciare un nuovo miracoloso vaccino contro il cancro. Naturalmente non è così ma il settimanale gioca sull’equivoco pur sapendo benissimo che un vaccino contro tutte le forme tumorali non esiste ancora e forse non esisterà mai. Ma ,intanto, si accredita l’idea, consolidata in molti, che titoli come questi fanno vendere più copie. E’ una delle tante leggende metropolitane, che vengono alimentate senza nessun riscontro dei fatti. E’ solo il cattivo gusto e l’impreparazione culturale che si esercitano con questi colpi bassi allo stomaco, senza nessun costrutto. Del vaccino contro l’HPV abbiamo invece già parlato anche noi qualche mese fa avvertendo che comunque ci saranno ritardi rispetto al primo annuncio fatto dalla GSK che prevedeva giustamente con entusiasmo legittimo di poter concludere la pratica con l’EMEA entro la fine del 2006. Abbiamo anche scritto che la protezione dura almeno quattro anni e mezzo dal momento che i controlli hanno accertato la presenza di una barriera anche per un lungo periodo. Ricorderemo soltanto che i vaccini sono due uno della GSK e il secondo della Merck. La protezione riguarda soprattutto le due varianti più pericolose dell’HPV, la 16 e la 18 che costituiscono oltre il sessanta per cento di tutti i tumori. Ovviamente non è stato ancora deciso come utilizzare questo vaccino se in forma obbligatoria o meno. Il costo attuale sarebbe elevatissimo: circa trecento dollari per il trattamento completo di tre iniezioni a distanza di sei mesi l’una dall’altro. Ricorderemo che in Italia vengono diagnosticate ogni anno circa centoventimila lesioni neoplastiche ma le donne colpite effettivamente dal papilloma virus nella sua forma più crudele sono 3500 la metà delle quali è costretta ad arrendersi dopo una drammatica lotta. I ricercatori hanno ideato una specie di meccanismo di difesa potenziando la reazione contro il virus che viene provocata da un “falso virus” in tutto simile a quello pericoloso , privo operò del suo messaggio mortale. In questo modo le cellule della cervice uterina vengono provocate a reagire . Il grande problema diciamolo subito e quello della vaccinazione. Il nuovo preparato potrà funzionare se almeno il 70 per cento dei soggetti sarà vaccinato. Con l’aria che tira contro le vaccinazioni questo obbiettivo si preannuncia molto difficile.

Commenta per primo

Rispondi