UN APPROCCIO MINI-INVASIVO PER LA CHIRURGIA DELLA TIROIDE


Con fini strumenti da orologiaio e con l’aiuto di una microtelecamera, il chirurgo endocrino oggi riesce a “sgusciare” e ad estrarre tiroidi malate o affette da tumori attraverso incisioni molto piccole (neanche due centimetri) e soprattutto che non siano antiestetiche. «Le nuove apparecchiature per la tiroidectomia video-assistita permettono un ingrandimento del campo operatorio, fino a tre volte.
«Il che porta due vantaggi: da una parte rende più sicuro l’intervento e dall’altra consente una ferita chirurgica di circa un centimetro e mezzo», spiega Rocco Bellantone, professore ordinario di Chirurgia endocrina dell’Università Cattolica di Roma, organizzatore della quinta edizione dell’International Congress of Endocrine Surgery, in programma per il prossimo settembre, all’ateneo romano del policlinico “A. Gemelli”. «L’approccio mini-invasivo – continua il professore – facilita l’identificazione delle strutture ‘nobili’ vicine alla tiroide: come ad esempio i nervi ricorrenti, responsabili della motilità delle corde vocali (e quindi della voce) e le paratiroidi, piccole ghiandole che regolano il metabolismo del calcio, attraverso la produzione del paratormone». Si tratta quindi di interventi più sicuri e più estetici, in grado di guarire neoplasie anche gravi della tiroide.Il “mondiale” di endocrino-chirurgia (la branca che si interessa delle patologie delle ghiandole, soprattutto tiroide, paratiroidi, surreni, mammelle e pancreas) è un’occasione biennale per incontrare molti dei più qualificati endocrino-chirurghi a livello internazionale, per mettere a punto lo stato dell’arte in questo settore specifico.«Abbiamo in programma – conclude Bellantone – dibattiti sui principali problemi chirurgici che si pongono nella nostra attività quotidiana, con particolare riguardo alle nuove tecnologie. Sono previste sessioni quotidiane di Chirurgia in diretta, dalle nostre sale operatorie e da quelle di alcuni centri all’estero (Europa e Nord America)».
I NUMERI DELLA TIROIDE
•36–60 nuovi casi di tumore della tiroide ogni 100 mila persone all’anno
(l’incidenza varia da paese a paese)
•Nel 70–80 per cento dei casi l’esordio clinico è costituito dalla comparsa di un nodulo singolo
(il nodulo singolo rappresenta un riscontro assai frequente: presente in almeno il 4 per cento della popolazione mondiale)
•L’incidenza di cancro per i noduli tiroidei solitari nei pazienti di età inferiore ai 25 anni raggiunge il 60 per cento dei casi
•Nel 70 per cento dei casi sono colpite le donne
•Attualmente la tiroidectomia è l’intervento più eseguito negli ospedali italiani

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