TROPPO ELEVATO IL CONSUMO DI ALCOL ANCHE SOTTO I SEDICI ANNI DI ETA’


Il vino e le altre bevande alcoliche debbono essere bevute in maniera moderata e responsabile.E’, invece, sempre elevato in Italia il numero di adolescenti che consuma bevande alcoliche: il 51,1% dei maschi e il 40,4 % delle femmine di età compresa tra i 14 ed i 17 anni dichiara di consumare almeno una bevanda alcolica prediligendo nell’ordine birra (37 % e 22,4 % rispettivamente per maschi e femmine) e aperitivi alcolici (24,8 % e 18,7 % rispettivamente per maschi e femmine). Il vino è consumato “solo” dal 20,6 % dei maschi e dal 12,6 % delle femmine intervistate. E la situazione non cambia per i giovani al di sotto dell’età legale di 16 anni che mostrano una quota di consumatori non irrilevante anche nelle classi di età più giovanili (11,12 e 13 anni) per entrambi i sessi. A partire da questi dati provenienti dall’indagine nazionale ISTAT Multiscopo “Stili di vita e condizioni di salute” sono state elaborate alcune stime presentate nel corso dell’Alcohol Prevention Day dall’Istituto Superiore di Sanità relative al periodo 1998-2003. In questo arco di tempo, le variazioni più rilevanti si registrano per le ragazze di 16 anni e per le 15enni (+ 6,3 % e + 8,7 % rispettivamente). Nella popolazione generale, invece, l’incremento medio del numero di consumatori di bevande alcoliche dal 1998 al 2003 è stato dello 0,4%. Ovviamente il rischio per i giovani aumenta soprattutto se si vive e cresce in una famiglia il cui capofamiglia è un bevitore. Se questi eccede i limiti di 2-3 bicchieri se maschio e 1-2 bicchieri se femmina incrementa di sette volte nel coniuge/convivente il rischio relativo di essere esso stesso consumatore a rischio rispetto al coniuge/convivente che vive in un nucleo familiare con capofamiglia astemio; analogamente è 4 volte superiore il rischio relativo dei figli di essere consumatori a maggior rischio nell’ambito di un nucleo familiare il cui capofamiglia eccede rispetto alla famiglia con capofamiglia astemio. Esiste quindi una forte influenza e una relazione diretta tra il modello di consumo delle persone di riferimento nella famiglia e i componenti della famiglia e dei figli in particolare che mostrano di “assorbire ” i comportamenti genitoriali.Riguardo alla popolazione generale, invece, dopo circa venti anni di decremento costante, il consumo di alcol in Italia registra una stabilizzazione, con una media pro-capite nel 2003 di 7,4 litri di alcol assoluto (World Drink Trend). Tuttavia, secondo l’Health for All Database dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la media di consumo pro-capite per la popolazione di età superiore a 15 anni è più elevata rispetto alla stime del World Drink Trend e pari ad un valore medio registrato di 10,5 litri pro-capite nel 2003, in calo nel lungo periodo ma in crescita rispetto al 2002 (9,2 litri) e agli anni immediatamente precedenti. L’OMS ha posto, perciò, da anni come target prioritario per la popolazione europea il raggiungimento entro il 2010 di un consumo pro-capite pari a 6 litri l’anno e a zero litri per i giovani sotto i 15 anni.

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