tavolo di confronto con i sindacati medici su fabbisogni e precariato

È per noi inspiegabile il ritardo ad accettare il finanziamento, stimato in 40 milioni di euro, messo a disposizione dal Ministero della Salute per finanziare l’incremento delle borse di studio della Medicina Generale sino a duemila, oltre a quello di 20 milioni di euro per finanziare le borse di specializzazione. Nel ringraziare, ancora una volta, il Ministro Lorenzin e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ricordiamo che l’aspettativa è alta e speriamo che questa attesa sia dovuta a tempi tecnici e non a problemi da parte delle Regioni nel recepire le proposte del Ministero”.

Con queste parole Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri motiva la sua decisione di scrivere oggi una lettera istituzionale (che alleghiamo) al Ministro Lorenzin al Presidente Bonaccini, per ringraziarli del loro impegno e per chiedere a che punto sia l’iter.

Sembrava ormai tutto risolto: il 9 marzo scorso, al ricostituito Tavolo per la Medicina Generale, il Ministero aveva annunciato che la Conferenza delle Regioni, coordinata da Stefano Bonaccini, e la sua Commissione salute, coordinata da Antonio Saitta, avevano avviato un percorso che portasse a finanziare, per far fronte alla gobba pensionistica attesa nei prossimi anni, 2000 borse, più del doppio rispetto alle 987 dello scorso anno. Come? 1185 sarebbero ‘coperte’ dal fondo attuale; le rimanenti finanziate autonomamente dalle Regioni, secondo le loro disponibilità. Se poi tali finanziamenti non fossero sufficienti, il Ministero della Salute si è offerto di vincolare una parte dei fondi per gli obiettivi di piano proprio per finanziare le borse.

Si tratta di un’assunzione di responsabilità che risponde alle legittime richieste dei cittadini di poter contare su un sistema assistenziale idoneo a soddisfare le esigenze di salute di ciascuno e che risponde anche alle istanze di giovani colleghi che auspicano un inserimento garantito e dignitoso nel mondo professionale medico” fa presente Anelli nella lettera.

L’aspettativa, dicevamo, è alta, sia da parte dei giovani medici che rischiano di rimanere ‘formati a metà’, ritardando l’ingresso nel mondo del lavoro, sia da parte dei cittadini, dei Sindaci, delle Comunità locali che rischiano di rimanere già nell’immediato senza medico di abse.

Sebbene l’aumento delle borse da 900 a 2000 giunga tardivo, perché nei territori con la più grave carenza di medici di Medicina generale non farà in tempo a evitare il ricorso a sostituti non in possesso dei requisiti di titolarità, assunti ‘a scadenza’, senza la possibilità quindi di instaurare con i pazienti quella relazione di fiducia fondata anche sulla continuità che è alla base della ‘medicina di famiglia’,  consentirà comunque al sistema di prendere una boccata di ossigeno – dichiara Anelli -. L’obiettivo è quello di garantire almeno un medico generale ogni 2000 abitanti, supportato da infermieri e personale amministrativo. Ogni decisione diversa comporterà inevitabilmente un rapporto di un medico di base ogni 2500 o addirittura 3000 abitanti, di fatto equivalenti all’abolizione del servizio”.

Anche per quanto riguarda gli specialisti, dati recentemente divulgati dall’Anaao prevedono una carenza nel prossimo futuro soprattutto per alcune branche – conclude Anelli-. Non è più il tempo di tergiversare: le soluzioni ci sono, dobbiamo correre ai ripari, e dobbiamo farlo subito”.

Per questo sempre oggi, presso la sede della Fnomceo, è stato istituito un Tavolo permanente di confronto con i Sindacati medici sui fabbisogni e sul precariato.

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