REAGIRE CONTRO IL MAL DI TESTA CON UN TRIPTANO AL MASSIMO ENTRO UN’ORA


Il mal di testa passa se la pasticca si prende entro un’ora dall’attacco. Se si aspetta di più sono poche le speranze di riuscire a scamparla.In sostanza è quanto emerso nel corso dell’8° Congresso della European Headache Federation , che si è tenuto a Valencia, in Spagna, al quale hanno partecipato i maggiori esperti europei nel campo delle cefalee. Dunque, trattare con successo un attacco acuto di emicrania dipende dalla tempestività dell’intervento terapeutico e dalla rapidità di azione del farmaco. “Gli studi più recenti sui meccanismi della emicrania hanno evidenziato come questa malattia non sia un evento, ma piuttosto un processo che si sviluppa progressivamente nel corso delle ore – spiega il Prof. Piero Barbanti, Primario neurologo e Direttore dell’Unità per le Cefalee ed il Dolore presso l’IRCCS San Raffaele di Roma, che ha partecipato al Congresso come relatore – E’ oggi chiaro che nella stragrande maggioranza degli emicranici (79%) dopo circa un’ora dalla comparsa dell’attacco si instaura un fenomeno chiamato sensitizzazione centrale (che è un po’ come uno stato di allerta delle vie centrali del dolore) che riduce o annulla l’effetto dei farmaci analgesici. La comparsa della sensitizzazione centrale è spesso avvertita dal paziente come un fastidio o, a volte, come un vero dolore al semplice toccare o sfiorare la cute della fronte e del capo (fenomeno chiamato allodinia cutanea). Il soggetto se ne accorge in quanto diventa insofferente ad indossare gli occhiali, a pettinarsi e, se è donna, persino a truccarsi gli occhi o a indossare gli orecchini: a quel punto è oramai tardi per sperare in una completa scomparsa della crisi di emicrania. L’ intervallo di tempo che va dall’inizio del dolore alla comparsa della sensitizzazione centrale dura circa 60 minuti ed è chiamato finestra terapeutica perché solo assumendo il farmaco all’interno di quell’intervallo (la finestra, appunto) c’è la possibilità concreta di stroncare l’attacco in corso”. “Pertanto – prosegue Barbanti – è essenziale che l’emicranico prenda il farmaco per l’attacco ai primi sintomi. Invece le casistiche ci dicono esattamente il contrario: il 40% dei pazienti aspetta almeno 1 ora ed un 25% aspetta addirittura 2 o 3 ore, riducendo quindi le possibilità di successo. Ma agire con rapidità non è l’unica via da percorrere. Occorre anche che il farmaco in questione sia di pratica assunzione per poter essere preso in ogni frangente senza perdere tempo e che abbia una elevata rapidità di azione. Per questo scopo sono da preferire i triptani, le molecole più specifiche per il trattamento dell’emicrania e che, a differenza degli analgesici da banco, agiscono non solo sul dolore ma su tutti i sintomi dell’emicrania, compresi nausea, vomito, fastidio per la luci ed i rumori, senza essere lesivi per lo stomaco. Tra i triptani andranno privilegiati dal medico quelli per uso orale che abbiano un assorbimento molto rapido ed entrino più rapidamente in circolo in quanto è stato dimostrato che il loro uso corretto consente al paziente emicranico di avere i primi benefici già entro i primi 20 minuti e di ottenere la scomparsa completa del dolore nel 50% dei casi entro 1 ora e nel 75% dopo 2 ore dall’assunzione”.

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