QUASI 200.000 OGNI ANNO I CASI DI ICTUS IN ITALIA


L’ictus è ancora un pianete inesplorato.Sono quasi 200 mila i casi di ictus in Italia ogni anno, un terzo dei quali mortali e altrettanti destinati a creare invalidità permanente. Con costi per il sistema sanitario che variano da 6.2 a 14.4 miliardi di euro l’anno. Sono le cifre italiane dell’ictus cerebrale, lesione del sistema nervoso ancora poco conosciuta e soprattutto scarsamente «prevenuta» attraverso l’arma più efficace, cioè la riduzione della pressione arteriosa negli ipertesi. Per aumentare la conoscenza sui rischi legati all’ipertensione e sulle correlazioni tra questo «killer silenzioso» e l’ictus al via due importanti iniziative: la «European Petition for Stroke prevention», promossa da esperti e associazioni di pazienti di tutta Europa per trasferire presso decisori politici e medici l’importanza e l’urgenza della prevenzione primaria dell’ictus e, in partenza il 5 maggio da Saint-Vincent, la campagna di prevenzione del rischio di ictus Life for Life, in viaggio con la prevenzione. Alla sua seconda edizione, l’iniziativa – patrocinata da SIIA, Società Italiana di Ipertensione Arteriosa e Cittadinanzattiva, Movimento per la tutela dei diritti e la partecipazione civica e realizzata con il contributo di Merck Sharp & Dohme Italia – terminerà il suo percorso, dopo aver fatto tappa in 20 città italiane, a Reggio Calabria l’11 luglio 2006. Un info-TIR sarà a disposizione della cittadinanza per distribuire materiale informativo sull’ictus e per offrire l’esame della pressione arteriosa, una analisi personalizzata dei fattori di rischio ed eventualmente l’esame del doppler carotideo. In Italia l’ictus è la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10-12% di tutti i decessi per anno, e rappresenta la principale causa d’invalidità. Ogni anno si verificano in Italia (dati sulla popolazione del 2001) circa 200.000 ictus, di cui l’80% sono nuovi episodi e il 20% recidive, che colpiscono soggetti già precedentemente affetti.Nel nostro Paese il numero di soggetti che hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti, con esiti più o meno invalidanti, è pari a circa 913.000. Ad 1 anno circa dall’evento acuto, un terzo circa dei soggetti sopravviventi ad un ictus – indipendentemente dal fatto che sia ischemico o emorragico – presenta un grado di disabilità elevato, tanto da poterli definire totalmente dipendenti.Il tasso di prevalenza di ictus nella popolazione anziana (età 65-84 anni) italiana è del 6,5% leggermente più alta negli uomini (7,4%) rispetto alle donne (5,9%). L’incidenza dell’ictus aumenta progressivamente con l’età raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Il 75% degli ictus, quindi, colpisce i soggetti di oltre 65 anni.Si stima che l’evoluzione demografica porterà in Italia, se l’incidenza rimanesse costante, a un aumento dei casi di ictus fino a 207.000 nel 2008. Nel mondo il numero di decessi per ictus è destinato a raddoppiare entro il 2020.L’ictus ischemico rappresenta la forma più frequente di ictus (80% circa), mentre le emorragie intraparenchimali riguardano il 15%- 20% e le emorragie subaracnoidee il 3% circa. L’ictus ischemico colpisce soggetti con età media superiore a 70 anni, più spesso uomini che donne; quello emorragico intraparenchimale colpisce soggetti leggermente meno anziani, sempre con lieve prevalenza per il sesso maschile; l’emorragia subaracnoidea colpisce più spesso soggetti di sesso femminile, di età media sui 50 anni circa.

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