piercing può provocare l’epatite virale

piercing puo avere complicanze anche mortali

piercingL’epatite virale si può prendere anche per un tatuaggio o un piercing effettuato in spiaggia. Non è una ipotesi ma un fatto realmente accaduto a Savona qualche anno fa, ad una bella ragazza . L’epatite virale è una malattia con la quale non si scherza ed è la principale patologia che si può contrarre con la perforazione dell’epidermide, effettuata per inserire un qualsiasi oggetto metallico nella lingua nelle sopracciglia, nelle labbra o nel naso. E’ documentato l’inserimento di oggetti metallici a fini decorativi, anche nei capezzoli nelle orecchie e altre parti del corpo tra cui persino negli organi sessuali maschili e femminili . Proprio durante l’estate si rinnova il rischio d’infezione. “Il virus dell’epatite virale- ci dice il professor Mario Rizzetto di Torino uno dei maggiori esperti mondiali di questa patologia per aver scoperto una nuova varietà dell’epatite- è un milione di volte più infettivo dell’Aids,e si diffonde sempre più anche a causa della moda dei tatuaggi, del piercing .Il virus, inoltre, da “selvaggio” che era, adesso in Italia, sta diventando un “mutante” con azione più subdola e pericolosa”. In un recente congresso internazionale dedicato a questi problemi, è stato rilevato il fatto che i portatori dell’infezione sono circa un milione, distribuiti a macchie di leopardo nella penisola in particolare al sud. Nel mondo le persone colpite sono circa trecentocinquanta milioni. L’epatite che nasce dall’infezione, rappresenta addirittura la nona causa di morte del pianeta. Adesso la ricerca scientifica, ha aperto nuove possibilità di cura. La terapia antivirale con lamivudina o con altri preparati specifici, blocca la progressione della malattia verso l’insufficienza epatica e quindi verso la morte dal momento che l’evento finale è spesso costituito proprio dal temutissimo cancro del fegato. Sempre secondo il professor Mario Rizzetto “ la profilassi attuale permette di eseguire il trapianto di fegato, anche nei portatori di epatite cronica B che sino a qualche anno fa sarebbero stati esclusi per l’elevato rischio di recidiva”. “In Italia – continua- l’infezione di epatite B è caratterizzata da ampie fluttuazioni della carica virale e spesso il medico viene ingannato da momentanee diminuzioni degli esami diagnostici”. “Sotto accusa – prosegue il professor Rizzetto- ovviamente le pratiche dei tatuaggi e del piercing effettuate spesso in condizioni di non assoluta igiene. La sterilizzazione dei ferri deve essere effettuata infatti con tutte le cautele dal momento che il virus è particolarmente vitale e capace di resistere a molti tentativi di eliminarlo. Non basta ad esempio un semplice lavaggio degli aghi per i tatuaggi con alcol o altre sostanze Occorre infatti una sterilizzazione totale fatta a regola d’arte con appositi macchinari. Meglio ancora- conclude lo specialista- utilizzare solo aghi a perdere, gli unici che possono garantire l’assoluta innocuità. Ma questo rappresenta un costo maggiore che i “maghi” del piercing eseguito sulla spiaggia o nei sottoscala non sono disposti a sopportare”.

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