NANOPARTICELLE INVIATE COME MISSILI INFINITESIMALI PER DISTRUGGERE IL TUMORE


Sono le nanoparticelle la nuova arma per combattere il cancro. Realizzate su misura in laboratorio, possono essere progettate in modo da avere specifiche sostanze attive sia sulla superficie, allo scopo di riconoscere le cellule tumorali. Possono anche contenere all’interno principi attivi letali, proprio come un proiettile preciso e dirompente. E’ quanto sostengono di aver fatto i ricercatori del Mit, fabbricando nanoparticelle antitumorali che, intanto, sono state impiegate per guarire ratti precedentemente trattati con cellule cancerogene; in prospettiva, sono destinate a test su mammiferi più evoluti, prima di affrontare la più impegnativa sperimentazione sull’uomo.
«Le nostre nanoparticelle hanno dimensioni di 150 nanometri, tali da potere attraversare la membrana cellulare –hanno spiegato i professori Robert Langer del Mit e Omid Farokhzad del Brigham and Women’s Hospital, capi di un gruppo formato da otto ricercatori- . Il guscio esterno delle particelle è stato decorato con molecole chiamate aptameri, in grado di riconoscere le specifiche cellule tumorali che si vogliono colpire e di evitare le cellule sane. Non solo: nel guscio è presente anche uno scudo molecolare di glicol polietilenico che le mette al riparo dai macrofagi, le cellule che ci difendono dall’intrusione delle sostanze estranee nell’organismo». Dotate di questi requisiti che ne fanno dei proiettili precisi e corazzati, le nanoparticelle messe a punto dai ricercatori di Cambridge hanno portato nella massa tumorale delle dosi letali di chemioterapici piazzate al loro interno, aggredendo così la massa tumorale. «Una singola iniezione delle nostre nanoparticelle ha completamente eradicato il tumore in cinque delle sette cavie trattate, mentre nelle altre due lo ha drasticamente ridotto», hanno precisato i due portavoce del gruppo di ricerca. Per quanti volessero approfondire la nuova tecnica impiegata e le sue prospettive di sviluppo, il lavoro scientifico dei ricercatori americani è già disponibile sull’edizione online dei Proceedings of the National Academy of Science dopo il 10 aprile 2006.

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