Medicina estetica: guerra alla cellulite con ultrasuoni di ultima generazione

Cresce la richiesta di trattamenti di chirurgia non ablativa prima di arrivare a soluzioni drastiche come liposuzione e liposcultura. Archiviato l’inverno, con grande sollievo dei più, restano i famosi chili di troppo accumulati a tavola e a causa dello scarso movimento nei mesi freddi. E quando si decide di fare sul serio, ogni donna armata delle migliori intenzioni, oltre al consueto consulto del dietologo, fa una tappa d’obbligo dal medico estetico.
I desiderata sono sempre gli stessi: ridurre le adiposità, la cellulite, migliorare il tono cutaneo e, ovviamente, combattere l’odiata ritenzione idrica.
“Un grande aiuto arriva oggi dalla tecnologia che ci permette oggi di ottenere reali e netti miglioramenti, anche nei casi più complessi. Tra gli ultimi ritrovati esiste una nuova tipologia di ultrasuoni focalizzati ad alta intensità  che rappresentano oggi la vera innovazione per il rassodamento della pelle e del tono muscolare – spiega la dottoressa Stefania Enginoli, medico chirurgo specializzato in chirurgia non ablativa a Milano – Nessuno crede, ovviamente, nei miracoli ma statisticamente è garantito che se risultati ci sono, di certo saranno visibili dal primo trattamento, ossia immediatamente e inoltre la pelle continua a rassodarsi e a distendersi anche nei giorni successivi il trattamento”.
Ultraformer III, il primo e unico dispositivo con un doppio manipolo per viso e corpo. Ultraformer III utilizza la tecnologia HIFU (ultrasuoni focalizzati ad alta intensità), un’innovazione scientifica che consente di ottenere un reale efetto lifting e un rassodamento effettivo della pelle.
“In primavera, in particolare nel mese di aprile, le richieste di trattamenti e interventi anti cellulite crescono mediamente del 25%”. C’è molta attenzione alla cura del proprio corpo in questo periodo dell’anno non solo perché consente tempi di recupero adeguati, ma anche perché ancora non ci si scopre né ci si espone al sole. Aprile è di sicuro il mese ideale”, prosegue la Enginoli.
Il trattamento con Ultraformer III provoca riscaldamento e contrazione dei tessuti alla profondità di 4.5 mm, ossia in corrispondenza dello SMAS, inoltre stimola la collagenogenesi nel derma superficiale, se fatto a una profondità di 1,5 mm,  e a 3 mm per un profondo e reale ringiovanimento cutaneo. “Il trattamento è molto indicato infatti per il lifting del viso mediante ipertermia”, aggiunge la dottoressa.
Riduzione e tonificazione, quindi, sono i due benefici principali di questo trattamento, che presenta però altri vantaggi. “In generale non si osservano effetti collaterali di rilievo a parte un leggero fastidio durante il trattamento stesso”, specifica la dottoressa. Le controindicazioni sono quelle valide per tutti gli interventi, anche per quelli minimamente invasivi: gravidanza, allattamento, terapia con anticoagulanti.

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