L’OSPEDALITA’ PRIVATA DIMINUISCE LE LISTE D’ATTESA

La spesa, ma anche la qualità dei servizi, migliorano nel sistema ospedaliero italiano. Anche se una massa enorme di pazienti, dodici milioni di individui, pari a circa un quarto della popolazione italiana adulta, si è rivolta lo scorso anno agli ospedali italiani, nello stesso periodo è stato anche possibile migliorare ancora la qualità del servizio e soprattutto per l’immediato, se non eliminare, ridurre in maniera notevole le liste d’attesa. Lo ha detto ieri durante la presentazione del rapporto Ermeneia sull’attività ospedaliera alla sala della Sacrestia nella Camera de deputati il professor Emmanuel Miraglia presidente dell’AIOP, l’associazione che riunisce le strutture dell’ospedalità privata. Non bisogna dimenticare che circa un milione ed ottocentomila di questi malati erano affetti da patologie gravi mentre oltre dieci milioni di persone si erano rivolte all’ospedale per cure o interventi  di tipo ordinario. Dall’ampio e completo rapporto, condensato in un volume ricco di cifre e di schemi, poi emerge in maniera precisa la consapevolezza che il cittadino sta lentamente maturando la convinzione di poter  usufruire dei servizi sanitari privati senza costi aggiuntivi. Questo elemento dimostra la chiara preferenza nei confronti delle strutture private accreditate. In ogni caso questo aumento del ricorso alla ospedalità privata costituisce una crescita lenta considerato il fatto che solo il 28 per cento degli italiani  dimostra di conoscere in maniera globale le alternative a disposizione. Sempre secondo il rapporto Ermeneia un altro dato d’estrema rilevanza è costituito dal graduale e costante recupero della competitività.Abbiamo strutture ospedaliere che, nonostante le difficoltà del momento corrispondono con maggiore efficienza alle esigenze del paese con quasi il 17 per cento delle prestazioni in più offerte con un bel meno otto percento della spesa ospedaliera complessiva. Questo recupero dimostra che è in atto una sfida per l’efficienza che si traduce anche in un miglioramento dei servizi. Il sistema misto caratterizzato da questa competizione tra pubblico e privato di fatto si dimostra in grado di innalzare i livelli qualitativi dell’assistenza razionalizzando contestualmente la spesa. In particolare le strutture private accreditate hanno incrementato in un anno di quasi il dieci per cento, gli impianti d’anca e addirittura del 18,1 gli interventi al ginocchio e del 40 per cento gli interventi alla spalla. Nel complesso inoltre il nostro paese mostra un tasso d’ospedalizzazione  per soli malati acuti del tutto fisiologico ed anzi migliore rispetto a molti paesi OCSE. Si va quindi verso un processo organico che impone però all’ospedalità privata il miglioramento delle strutture e dei servizi con un notevole contenimento della spesa a carico del sistema pubblico.

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