L’ITALIA ALL’ULTIMO POSTO PER GLI INVESTIMENTI IN PREVENZIONE SANITARIA


Negli investimenti in prevenzione sanitaria, l’Italia è all’ultimo posto nell’area OCSE, ben distanziata da paesi europei quali Olanda, Germania e Francia ma alle spalle anche di Turchia, Messico e Corea.Una preoccupante maglia nera che il nostro Paese si è conquistata destinando alle misure per preservare lo stato di salute dei cittadini appena lo 0,6 per cento della spesa sanitaria, rispetto a una media OCSE che è pari al 2,9 per cento. Il Canada, che è al primo posto, investe nella prevenzione l’8 per cento di tutta la spesa sanitaria. La Francia, che pure galleggia nelle posizioni arretrate della classifica, investe comunque quattro volte di più rispetto al nostro paese, con il 2,5 per cento della spesa complessiva. Anche questo dato, reso disponibile dall’OCSE nel 2005, dimostra l’esigenza di costruire un Servizio sanitario nazionale sempre più imperniato sulla centralità dei cittadini-pazienti, e in grado quindi di rispondere meglio ai loro bisogni di salute.
E individuare proposte adeguate per dare concreta attuazione al principio della centralità dei pazienti è il compito intorno al quale hanno lavorato rappresentanti di associazioni di cittadini e pazienti coinvolti nel tavolo tecnico “Una sanità al Servizio dei cittadini”, uno dei sette forum di discussione e proposta istituito nell’ambito di Meridiano Sanità – il progetto promosso da Ambrosetti – The European House per delineare un nuovo modello di assistenza sanitaria nel nostro Paese. Stefano Inglese, del Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, portavoce del Tavolo di Meridiano Sanità “Una Sanità al servizio dei cittadini”, Mariadelaide Franchi, Presidente BPCO – Associazione Italiana Pazienti Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, Raffaele Goretti, Presidente FAIP – Federazione Associazioni Italiane Para-tetraplegici, Antonio Papaleo, Vice Presidente Nazionale FAND – Federazione Associazione Nazionale Diabetici, Franca Pellini, Presidente ANED – Associazione Nazionale Emodializzati, Patrizia Spadin, Presidente AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer e Gianni Spinella, Presidente CONACUORE – Associazione di Volontariato per la lotta alle malattie Cardiovascolari, hanno illustrato le loro proposte a Roma, nel corso di un nuovo appuntamento di presentazione di proposte su aspetti specifici della sanità italiana.
“Centralità significa in primo luogo che il cittadino ha diritto ad accedere a un sistema socio-sanitario fondato e organizzato sui suoi bisogni, che promuova e tuteli la sua salute secondo i principi di equità, universalità e solidarietà”, afferma Stefano Inglese. “Ciò comporta una diversa organizzazione della medicina sul territorio, che deve essere collegata con l’assistenza ospedaliera”.
“Serve soprattutto una forte integrazione”, afferma Patrizia Spadin. “Oggi il paziente, al di fuori dell’ospedale, non ha punti di riferimento né percorsi ben delineati, quando si tratta di far fronte ai bisogni di assistenza legati alla cronicità, alla non autosufficienza, ai problemi delle persone che non sono in grado di autodeterminarsi”.

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