DDL equo compenso per i professionisti è diventata una battaglia di civiltà

disegno di legge

Battaglia di cività

Da un lato le associazioni dei Consumatori e dall’altro i professionisti: si riapre il dibattito sul tema dell’equo compenso, che tradotto vuol dire la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.

Questa problematica è stato sollevata in una recente interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia che trova attenti e pienamente concordi i rappresentanti della professione odontoiatrica.

La normativa che ha sostanzialmente abrogato le tariffe professionali minime si sta rivelando uno strumento di pressione e di mortificazione nei confronti di tutti i professionisti, non soltanto quindi degli avvocati.

Tutte le professioni sono chiamate ad una battaglia da combattere insieme per vedere approvata una nuova legge che tuteli maggiormente i professionisti in campo tariffario per non renderli succubi dei committenti specialmente quando si tratta di committenti di elevato potere economico.

Appare, quindi, ampiamente condivisibile l’approvazione di un disegno di legge che preveda la tutela dei professionisti in questo campo tenendo conto certamente di parametri equi e corretti che non rischino però di avvilire la professionalità degli operatori.

Probabilmente il testo sarà ‘blindato’ in Aula dopo Pasqua. Per il relatore Marino (Ap): “Scelta sbagliata”. Ma Calenda si difende: “Urgenza dettata da richeste Ue”.

Gli odontoiatri italiani sono quindi vicini agli altri professionisti tenendo conto che in campo sanitario il giusto compenso non garantisce soltanto il professionista ma diviene modo e garanzia di tutela della qualità dell’atto medico in favore del cittadino paziente.

Fonte: Dott. Giuseppe Renzo Presidente della CAO Nazionale della FNOMCeO

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