LA TEMOPORFINA DISTRUGGE IL TUMORE QUANDO VIENE ATTIVATA DA UN RAGGIO LASER


Spedire nel tessuto tumorale un farmaco che al momento opportuno si attivi, e poi intervenire a colpo sicuro con il laser. L’alleato è una sostanza che, iniettata nel paziente, va a con-centrarsi _nel tumore e lo rende sensibile alla luce. A quel punto,. l’endoscopista non deve più cercare con assoluta precisione i contorni del tumore: all’arrivo del raggio sarà lo stesso farmaco ad agire nel tessuto neo-plastico, e solo in esso, alterandone il metabolismo cellulare e distruggendolo. E’ la Photodynamic Therapy, applicabile a vari tipi di tumore in zone endocavitarie difficilmente raggiungibili (bocca, trachea, bronchiesofago, stomaco, vie biliari, intestino, vescica). Serve anche contro tumori dermatologici in sedi critiche come le palpebre o il lobo di un orecchio dove la chirurgia plastica incontra troppe difficoltà. Il trattamento è valido nei carcinomi di piccole dimensioni (anche multicentrici, cioè numerosi in una stessa area), che possono essere completamente investiti dal fascio di luce ed eli-minati. «Ma è utile anche contro tumori invasivi che ostruiscono le vie respiratorie, digestive o urinarie in quanto riduce la massa tumorale», spiega Pasquale Spinelli, direttore dell’Unità Operativa diagnostica e chirurgia endoscopica dell’Istituto dei tumori di Milano, primo in Europa a praticare la terapia. In tutto il mondo i pazienti curati sono migliaia: tra i centri di eccellenza, il Tokyo Cancer Center e il Roswell Park Hospital di Buffalo (Usa).La terapia fotodinamica si applica con un farmaco,la temoporfina, che ha un effetto foto-sensibilizzante forte ma limitato nel tempo, ed è dotato di notevole selettività. Si somministra per via endovenosa, si diffonde nell’organismo ma lo si ritroverà soprattutto nel tessuto tumorale già poche ore dopo. E lì resta inoffensivo. Poi l’endoscopista, con una sonda dotata di fibra ottica, scende nella cavità in cui si trova la zona bersaglio e spara laluce rossa (lunghezza d’onda: 652 nanometri) il raggio attiva la temoporfina e scatta la fase di soppressione del tumore. Il farmaco interagisce con l’ossigeno presente nelle cellule tumorali e scatena una reazione biochimica di tipo ossidativo. I meccanismi vitali della cellula. neoplastica.si bloccano. L’effetto distruttivo si ha sul tessuto malato: quello sano circostante riporta un danno trascurabile. La temoporfina (approvata dall’agenzia europea del farmaco) unisce all’efficacia un altro vantaggio: evita gli effetti collaterali perché viene subito. smaltita. Avverte Spinelli: «I casi vanno selezionati in modo accurato. Dopo la necrosi delle cellule tu-morali, il tessuto si riprende presto. Lasciamo intatta la sul struttura portante. Si prenda un albero al quale cadono le foglie: quando arriva la primavera, i rami si ricopriranno nuovamente di verde”.

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