insonnia: i grandi vecchi e donne felicemente sposate dormono meglio

riposo corretto rigenera il corpo

insonniaInsonnia logora le nostre capacità di recupero. I sonno è un fenomeno affascinante e ancora in parte misterioso senza il quale sarebbe impossibile vivere. Regola la qualità della nostra vita, il nostro umore, l’efficienza durante la giornata. Dormire male è causa di diversi malesseri e disturbi e l’insonnia può essere la spia di altre patologie. Il professor Elio Lugaresi è passato alla storia della medicina perché ha descritto l’insonnia fatale che conduce alla morte accompagnata da tremiti e confusione. E’ una malattia rarissima: il primo caso noto è quello di un italiano vissuto in Veneto nell’ottocento. E della sua famiglia, perché l’insonnia fatale familiare è al contempo una malattia genetica da prioni, come mucca pazza; comporta una scomparsa progressiva del sonno ed è associata a gravi disturbi della funzione vegetativa e di quella endocrina. E’ anche appurato che alle donne servono circa venti minuti di sonno in più rispetto agli uomini, svegliarsi al mattino ben riposate e in piena forma. Soprattutto durante la notte, la corteccia, che è la zona deputata alla memoria e al linguaggio, sembra vada in stand-by, in modo da poter recuperare poi per il giorno successivo.Da questa ricerca è emerso che le donne hanno più necessità di dormire rispetto agli uomini, perché il loro cervello è, multi-tasking, cioè strutturato in modo da permettere loro di fare più cose insieme. Il problema è che invece molto spesso, per cause varie, le donne dormono in media molto meno. Solo un matrimonio felice aiuta le signore a riposarsi e a dormire meglio. Una ricerca ha messo in luce che le donne felicemente sposate godevano di un riposo notturno prolungato (circa 8 ore), profondo e ristoratore, dormendo molto meglio delle single, delle divorziate, delle innamorate o di chi era appena reduce da una delusione amorosa. La ricerca scientifica, pubblicata da ItaliaSalute coordinata dalla dottoressa Wendy Troxel, dell’University of Pittsburgh School of Medicine, è stata presentata negli Stati Uniti nel congresso dedicato al sonno. Le signore (in media cinquanta anni d’età) che vivevano un matrimonio solido godevano di un sonno più lungo e riposante rispetto alle altre . Tutte le signore sono state sottoposte a una visita annuale, nella quale era analizzato lo stato del loro matrimonio. Il risultato finale dello studio, per la Troxel, è molto chiaro: la stabilità di una relazione, e la sua qualità, possono essere fattori importanti a protezione del sonno delle donne, al netto di altri fattori che possono disturbare il riposo come lo stress, le preoccupazioni, le malattie e i bioritmi. Forse è proprio per le preoccupazioni gli italiani hanno il sonno sempre più tormentato, tanto che dormono in media un’ora e mezzo di meno, rispetto agli inizi del secolo.. I più esposti all’insonnia cronica sono, neanche a dirlo, chi lavora di notte e che alla fine rimangono svegli anche quando non vorrebbero. Chi dorme peggio di tutti, secondo dati ufficiali convalidati anche dall’Istituto San Raffaele di Milano sono gli abitanti dell’Italia settentrionale . Ma questo dato non tragga in inganno: secondo il professor Elio Lugaresi sono proprio le donne del sud a soffrire maggiormente d’insonnia. La media del sonno in Italia è di sette ore e un quarto a dimostrazione che non tutti dormono per le classiche otto ore. C’è gente alla quale basta un riposo di quattro ore, per sentirsi bene tutto il giorno. L’insonnia infine è la seconda causa di assenteismo sul posto di lavoro, dopo la maternità e precede i disturbi legati al sovrappeso e all’obesità. Lo studio del sonno ci ha permesso inoltre di scoprire i segreti della longevità. I “grandi vecchi” hanno tutti rivelato di non aver mai avuto problemi di sonno.

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