I FARMACI ANTIDEPRESSIVI NEI BAMBINI AUMENTANO I CASI DI SUICIDIO?

C’e’ uno stretto collegamento fra l’uso di farmaci antidepressivi sui minori ed i suicidi infantili. L’allarme e’ stato lanciato dalla Columbia University e reso noto da “Giu le Mani dai Bambini”. I risultati di un nuovo studio del dott. Mark Olfson (Collegio di Medicina della Columbia University e New York State Psychiatric Institute) – si legge in una nota – rafforzano le evidenze del rapporto fra tentati – e riusciti – suicidi di bambini e adolescenti ed il loro trattamento con antidepressivi.

Il Dott. Mark Olfson, con il suo team, ha predisposto uno studio “case control”, ovvero utilizzando i dati certificati dai centri di servizio medico, al fine di valutare il rischio di suicidi tra i giovani pazienti che hanno seguito una “procedura di scarico” (terapia di uscita) dopo l’ospedalizzazione per depressione. Lo studio ha utilizzato come criterio quello di misurare quei casi di tentato e riuscito suicidio che hanno precedentemente ricevuto meno trattamenti antidepressivi di tipo farmacologico, unitamente ad una comparazione fra i vari livelli di gravita’ della malattia, al fine di tener conto anche di quella variabile. Tutti i casi di tentato e riuscito suicidio sono stati catalogati sulla base molteplici criteri di controllo: eta’, sesso, razza, residenza, data di uscita dall’ospedale, sostanze usate, eventuali precedenti tentativi di suicidio, e recenti trattamenti con farmaci psicotropi o antidepressivi. Il risultato dello studio ha evidenziato che nel periodo di tempo esaminato 263 (duecentosessantatre) tra bambini ed adolescenti hanno tentato il suicidio, e che esso e’ riuscito in 8 (otto) casi. Una casistica del genere dovrebbe quanto meno indurre un maggiore controllo sull’uso di psicofarmaci nei bambinie rivedere soprattutto la definizione di depressione o di altri disturbi nei più piccoli.

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