GIUDIZIO POSITIVO DEI PAZIENTI SUI DAY HOSPITAL PER MALATI DI CANCRO

Dai risultati di un’ indagine qualitativa su pazienti italiani in day hospital oncologico, per la rilevazione dei loro disagi e bisogni – promossa e condotta dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo) in collaborazione con Pfizer – emerge un giudizio decisamente positivo del paziente sull’assistenza ricevuta, la fiducia del day hospital e la percezione del rispetto della persona, mentre risultano aree da migliorare, anche se ricevono comunque una valutazione di ampia sufficienza, la condivisione emozionale con l’oncologo e la presenza dello psicologo nella struttura.L’indagine è basata sulle risposte a questionari ad hoc inviati a un campione di 7037 pazienti curati in day hospital da più di 12 mesi (51,4 per cento femmine 39,8 per cento maschi dai 18 anni in su) di 86 oncologie mediche italiane su tutto il territorio nazionale. Lo scopo dell’indagine era quello di acquisire informazioni sui bisogni dei pazienti oncologici in diverse aree (confort, raggiungibilità territoriale, comunicazione medico-paziente, ascolto medico-paziente, ascolto infermiere-paziente, collaborazione fra medici e infermieri, presenza dello psicologo, privacy, emozioni dei pazienti, rispetto, fiducia, soddisfazione, tempi di attesa e spese sostenute) per favorire e migliorare la loro qualità di vita all’interno della struttura sanitaria, attraverso la relazione umana, fatta di comunicazione, ascolto, condivisione e sostegno psicologico.
Dai risultati, valutati in una scala che va da 1 (insufficiente) a 5 (eccellente), emerge che i 7037 pazienti danno, nel complesso, giudizi piuttosto buoni sull’assistenza ricevuta in day hospital. Più nello specifico, i pazienti giudicano eccellente e si dicono molto soddisfatti dell’assistenza ricevuta in day hospital, di avere molta fiducia in questa struttura e di sentirsi molto rispettati come persone. Anche per i tempi di attesa i pazienti affermano di essere soddisfatti. La comunicazione con l’oncologo della struttura è, per i pazienti intervistati, molto chiara e comprensibile (indicano eccellente) e si sentono molto ascoltati in particolare dal personale infermieristico.Tuttavia, dalle risposte dei pazienti emergono aree che vanno migliorate come quella dell’accessibilità e del confort che, nel punteggio dato, raggiunge solo la sufficienza: sale d’attesa e di terapia, letti e poltrone dedicati alle cure sono per i pazienti poco più di sufficientemente confortevoli. Un tema delicato è il coinvolgimento del paziente nelle decisioni terapeutiche e diagnostiche sulla malattia: solo il 49,8 per cento dei pazienti si sente coinvolto dai medici in maniera eccellente nelle decisioni terapeutiche e diagnostiche. Un risvolto critico è invece rappresentato dall’area emozionale, in cui la condivisione con l’oncologo dei momenti di ansia, paura, angoscia e depressione emerge come punto di miglioramento. Più del 70% dei pazienti afferma infatti di aver sofferto di questi disagi nel corso della malattia, ma solo il 36% è seguito da uno psicologo nella struttura. “L’indagine rappresenta – osserva il professor Guido Tuveri presidente di Cipomo – un contributo sulla capacità di azione e potenzialità del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri ed un primo passo verso la volontà di sviluppare un’attenzione olistica sempre più rivolta non solo alla malattia, ma alla persona malata, sulla struttura e sulla qualità dei servizi ”.

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