GIORGIO BRUNELLI CONFERMA: LE LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE POSSONO ESSERE RIPARATE


Il dogma, secondo cui una lesione al midollo spinale è irreversibile, ha subito una prima grande sconfitta da parte degli eretici che sognano di poter restituire ai paraplegici la possibilità di camminare.
Clay Regazzoni ha lanciato un appello “ridateci la possibilità di correre”. Non abbiamo ancora risolto questo difficile problema, ma abbiamo compiuto, intanto, un gran passo in avanti. All’Università di Brescia, infatti, è stato costituito ufficialmente l’European Spinal Cord Research Institute ESCRI che ha lo scopo fondamentale di realizzare la grande scoperta pubblicata sul giornale ufficiale dell’Accademia delle scienze USA(PNAS) che permette di reinnervare un muscolo, dopo il danneggiamento del midollo spinale. Questo con la creazione di un “ponte” che collega direttamente un nervo, innestato a monte della lesione midollare, il quale permette il dialogo tra cervello e muscolatura. Lo studio, tutto italiano, è frutto dei lavori di un gruppo presso il dipartimento di scienze biomediche e biotecnologie dell’università di Brescia dal professor Giorgio Brunelli e dai professori Pier Franco Spano, Sergio Barlati, Marina Pizzi, Roberto Bresciani e dai dottori Bruno Guarneri e Alessando Barbon. Il “ponte” costituito da un nervo motore è in grado di stimolare i neuroni cerebrali fino a raggiungere il muscolo attivandolo. In sostanza il muscolo contatta direttamente il cervello ricevendone gli ordini. La trasmissione degli stimoli avviene non per mezzo dell’acetilcolina, ma attraverso i motoneuroni spinali, con un sistema di specie antichissime, che l’uomo, nella sua evoluzione, ha dimenticato ma non soppresso. I muscoli, infatti, secondo questa scoperta sorprendente, possono, ricevere i comandi direttamente dai neuroni cerebrali attraverso il glutammato. I muscoli, infatti, costruiscono le stazioni per la ricezione del segnale, ovvero placche motorie in grado di elaborare i segnali cerebrali. Si tratta in sostanza di un sistema di trasmissione che ha origine milioni d’anni fa e che ancora oggi è usata dalle mosche, dalle drosofile, da alcune lumache e persino in parte da alcune rane Questo suggerisce l’ipotesi, insomma, che il muscolo mantenga il ricordo della trasmissione glutamatergica e riesce, se stimolato a ritornare al passato. I risultati non sono particolarmente esaltanti tipo “alzati e cammina”,ma hanno già dato segnali interessanti su tre malati operati con questa nuova tecnica dal professor Giorgio Brunelli. I malati si reggono sui bastoni, ma riescono a camminare anche se con gravi sforzi. La strada, però, è ormai segnata e l’articolo del professor Brunelli, pubblicato in America, ha suscitato grandi speranze. Alla manifestazione a Brescia era presente anche Rita Levi Montalcini, che ha candidato il professor Brunelli al premio Nobel per la medicina perché ritiene questa ricerca particolarmente interessante dal momento che conferma una sua grande scoperta: la plasticità del sistema neuronale. Prima della scoperta del NGF esisteva un approccio riduzionista, sostanzialmente immutabile, nei confronti del sistema nervoso. Fu proprio lei a dimostrare che il nostro sistema nervoso riesce ad adattarsi alle circostanze e l’imperfezione è spesso quella che determina l’evoluzione oltre che nuovi e straordinari adattamenti. Per questo lei ritiene che esista la possibilità di coordinare gli sforzi tra l’European Brain Research di Roma(EBRI) da lei presieduto ed il neonato ESCRI bresciano per creare una sinergia con grandi prospettive per la cura della paraplegia ma anche delle grandi patologie del deterioramento cerebrale come l’Alzheimer e il Parkinson.
Nella foto un momento della costituzione dell’ESCRI A BRESCIA

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