FO.NE.SA onlus: quando una goccia può diventare mare

ONLUS AIUTA LA RICERCA SUL MIELOMA MULTIPLO E LE NEOPLASIE DEL SANGUE

Il mieloma multiplo in breve

Il mieloma multiplo è un tumore che colpisce le plasmacellule, una componente fondamentale del sistema immunitario. Tale patologia rappresenta l’1% di tutti i tumori e il 13% delle neoplasie del sangue. Nei paesi occidentali l’incidenza annuale è pari a 5,6 casi su 100.000 abitanti. L’età media alla diagnosi è di circa 70 anni e l’incidenza aumenta notevolmente con l’età: il 37% dei pazienti ha meno di 65 anni, il 26% ha un’età compresa tra i 65 e i 74 anni e il 37% ha un’età maggiore di 75 anni. Le plasmacellule, presenti principalmente nel midollo osseo, producono e liberano anticorpi per combattere le infezioni, ma in alcuni casi la loro crescita procede in maniera incontrollata dando origine al tumore. La crescita anomala delle plasmacellule può creare problemi anche alle altre cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine) e dare origine a un indebolimento delle difese immunitarie, anemia, difetti nella coagulazione. In aggiunta possono manifestarsi disfunzioni a livello renale, fratture ossee e ipercalcemia. Negli ultimi vent’anni sono stati effettuati numerosi progressi nella cura del mieloma grazie all’introduzione del trapianto autologo di cellule staminali periferiche e più recentemente con l’avvento di nuovi farmaci, ulteriori passi avanti potranno essere fatti grazie alla ricerca clinica.

• Un aiuto per poter inserire più pazienti nei protocolli clinici

• Il codice fiscale 97652630019 va inserito, con la propria firma, nella prima casella del Modello Redditi Persone Fisiche o 730 a “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”

FO.NE.SA. Fondazione Neoplasie Sangue Onlus (C.F. 97652630019) con sede operativa presso l’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, Presidio Ospedaliero Molinette, si occupa di promuovere studi clinici innovativi a livello nazionale e internazionale per la diagnosi, la prognosi e la terapia delle patologie ematologiche e del mieloma multiplo.

Una delle immagini della campagna online “Quando una goccia può farsi mare” promossa da FONESA a favore del 5×1000 per la ricerca su mieloma e malattie del sangue

Il 5×1000 a FO.NE.SA. Onlus verrà destinato all’aumento del numero di pazienti che potranno beneficiare dei protocolli clinici sperimentali che vengono periodicamente attivati per il trattamento del mieloma multiplo e di altre neoplasie del sangue.

Per devolvere il 5×1000 a FO.NE.SA. Onlus bisogna inserire il codice fiscale 97652630019, con la propria firma, nella prima casella del Modello Redditi Persone Fisiche o Modello 730 identificata come a “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”.

Per donare il 5×1000 a FONESA compilare e firmare il primo riquadro in alto a sinistra nel modello della dichiarazione dei redditi

Nuovi protocolli a disposizione dei pazienti, disponibilità di farmaci di ultima generazione non ancora presenti in Italia ma già supportati da autorevoli studi e pubblicazioni scientifiche, redazione di articoli scientifici, la partecipazione a congressi e la formazione di ematologi sono tra le principali attività di FO.NE.SA. a cui si aggiunge il Data Center, servizio fondamentale dove vengono raccolti ed elaborati i dati clinici riguardanti i pazienti affetti da emopatie maligne, al fine di garantire correttezza, qualità e aderenza ai protocolli sperimentali.

“Il 5×1000 sono tante piccole gocce che messe insieme possono formare un mare, per tutte le associazioni che svolgono opere non lucrative di utilità sociale”, afferma il Prof. Mario Boccadoro, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione FO.NE.SA. Onlus. “Una metafora che nel nostro caso vale ancora di più occupandoci di ricerca nell’ambito delle malattie del sangue che il nostro logo, a forma di goccia appunto, riesce a riassumere in maniera emblematica. Il 5×1000 a FO.NE.SA. Onlus significa consentire a un paziente di ricevere terapie innovative, spesso altrimenti non somministrabili, nell’ambito dei protocolli di ricerca. È un aiuto fattivo e ci farebbe davvero piacere ritrovarci tra un anno e potervi dire quanti pazienti in più hanno potuto beneficiare delle nostre terapie grazie al vostro apporto”.

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