UNA NUOVA ARMA CONTRO IL DIABETE

Contro il diabete del secondo tipo si può fare molto di più grazie ai nuovi affinamenti delle terapie farmacologiche. La combinazione tra metformina e rosiglitazione messa a punto da GlaxoSmithKline, consente di raggiungere uno degli obiettivi fondamentali nel trattamento del paziente diabetico: migliorare il controllo glicemico proteggendo il pancreas quando si verifica l’insulino-resistenza.
Il nuovo farmaco, presentato a Roma, aiuta l’organismo ad utilizzare meglio la propria insulina, garantisce un controllo glicemico ottimale e persistente e protegge il pancreas.
Quest’organo infatti, si può “affaticare” nel tentativo di produrre maggiori quantità di insulina per compensare la resistenza all’azione dell’ormone da parte delle cellule dell’organismo.
La nuova associazione farmacologica nasce sulla scorta delle linee guida dell’International Diabetes Federation (IDF), che indicano questa terapia di combinazione nei casi in cui la sola metformina, uno dei più noti antidiabetici orali, non è più in grado di controllare adeguatamente la glicemia.

“La resistenza all’insulina rappresenta un obiettivo terapeutico primario e quindi intervenire farmacologicamente su questo processo migliora l’azione dell’ormone e preserva la funzione del pancreas, prevenendo il peggioramento della malattia” – spiega Agostino Consoli, Professore di Endocrinologia dell’Università di Chieti. “Allo stato attuale due classi di farmaci sono indicate per trattare la resistenza insulinica e questa nuova associazione rappresenta il primo esempio in cui due principi attivi agiscono assieme sullo stesso target. Avere a disposizione metformina e rosiglitazone in un’unica formulazione assicura anche una maggior semplicità per il paziente nel seguire il trattamento.”

La combinazione è indicata quando la sola metformina non è sufficiente a garantire un efficace controllo metabolico, che di solito viene meno dopo qualche tempo.
Il nuovo farmaco consente di ottenere un controllo glicemico ottimale e persistente nel tempo con un soddisfacente profilo di sicurezza visto che l’aumento di peso osservato in alcuni pazienti trattati con solo rosiglitazone viene compensato dal calo ponderale che può essere indotto dalla terapia con metformina.

“Le linee guida dell’International Diabetes Federation confermano che il primo “step” da realizzare quando un individuo viene a conoscenza della propria glicemia elevata è la modifica dei comportamenti, e cioè l’impostazione di una dieta mirata e lo stimolo all’attività fisica, specie se si tratta di persone sovrappeso” – è il parere di Emanuele Bosi, Professore di Medicina Interna dell’Ospedale San Raffaele di Milano – “poi si passa al trattamento con metformina. Qualora questo farmaco nel tempo non consenta di raggiungere l’obiettivo terapeutico si possono scegliere diverse strade: l’associazione con sulfanilurea, l’associazione con un glitazone o, nelle forme più gravi, la combinazione dei tre principi attivi. La combinazione tra metformina e rosiglitazone rappresenta quindi un passaggio fondamentale nel trattamento del diabete.”

Il diabete di tipo 2, quello di gran lunga più frequente che compare in età adulta, rappresenta attualmente un importante problema sanitario. In media, infatti, oltre il 95% dei diabetici soffre di questa forma la cui incidenza appare in costante crescita. Appare invece sostanzialmente stabile nel tempo l’incidenza di diabete di tipo 1, che si manifesta in età infantile- adolescenziale ed è dovuto ad un meccanismo autoimmune che porta alla rapida distruzione delle cellule beta del pancreas, deputate a produrre insulina.
“Le ricerche dicono che in Italia oggi almeno due milioni e mezzo di persone soffre di diabete di tipo 2, e molte altre sono ammalate senza saperlo – dice Riccardo Giorgino, Professore di Clinica Medica dell’Università di Bari -. “Nel mondo i diabetici sarebbero circa 150 milioni e i modelli matematici dicono che nel 2025 questo numero è destinato a raddoppiare, anche in seguito all’incremento del soprappeso e dell’obesità nella popolazione.”

Non ultimo, il diabete costituisce un’importante problema economico per tutta la comunità: il trattamento in ambulatorio di un paziente diabetico di tipo 2, costa al Sistema sanitari nazionale, oltre 500 euro l’anno e le sole complicanze cardiache della malattia superano i 2 miliardi e mezzo di euro all’anno.

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