DUE DONNE SU TRE HANNO LIVELLI INADEGUATI DI VITAMINA D INDISPENSABILE PER AVERE OSSA BEN STRUTTURATE


Un nuovo studio ha mostrato che la scarsa informazione fornita dai medici sulla vitamina D è un significativo fattore di rischio per la presenza di livelli inadeguati di vitamina D definiti come (OH) D< 30 ng/ml] nelle donne in postmenopausa con osteoporosi. Secondo lo studio presentato al 33° European Symposium on Calcified Tissues (ECTS)1, ulteriori fattori predittivi significativi includevano il sovrappeso o un indice di massa corporea alto, un insufficiente apporto di integratori di vitamina D, l’appartenenza alla razza asiatica e vivere in zone non equatoriali La vitamina D possiede un ruolo fondamentale sulla salute dell’osso. Senza un adeguato apporto di vitamina D, l’organismo non può assorbire efficacemente il calcio. Il calcio è un minerale essenziale per il normale sviluppo e mantenimento di ossa forti e in salute nelle persone affette da osteoporosi. Infatti, in tutto il mondo, due donne su tre in postmenopausa (64%) presentano livelli inadeguati di vitamina D1. “Questo studio mostra una preoccupante alta percentuale di livelli inadeguati di vitamina D nelle donne affette da osteoporosi in tutto il mondo, con percentuali fino al 90% nei paesi non equatoriali. Studi precedenti hanno addirittura mostrato percentuali dell’83% in Medio Oriente.2 La mancanza di informazione sulla vitamina D e l’inadeguata integrazione sono potenti fattori predittivi di livelli inadeguati di vitamina D. Questo dimostra che dobbiamo impegnarci di più per informare i nostri pazienti sul ruolo fondamentale della vitamina D nel mantenere le ossa in salute, e dobbiamo cercare le soluzioni migliori per assicurarci che le donne affette da osteoporosi assumano adeguate integrazioni di vitamina D ” ha affermato Rene Rizzoli , ricercatore principale , dell’Hospital Cantonal Universitaire di Ginevra, Ginevra, Svizzera. La mancanza di informazione è un significativo fattore di rischio per livelli inadeguati di vitamina D.Lo studio, finanziato da Merck Sharp & Dohme (MSD), si è rivolto a 2.589 donne in postmenopausa con osteoporosi abitanti in Europa, in Medio Oriente, in America Latina, in Asia e sulle coste del Pacifico. Le donne hanno completato dei questionari per valutare lo stato di salute generale, il grado di istruzione, l’esposizione ai raggi solari, reazioni cutanee (se si scottano facilmente), la dieta, viaggi recenti in zone climatiche assolate e utilizzo di integratori di vitamina D. Sono inoltre stati raccolti dati sull’indice di massa corporea (BMI), stagione della valutazione, latitudine e livelli ematici di vitamina D. I risultati hanno mostrato che la prevalenza di livelli inadeguati di vitamina D è più alta nei paesi non equatoriali (range 37-98%) rispetto ai paesi equatoriali (42-67%). Un certo numero di elementi rappresentavano significativi fattori di rischio per livelli inadeguati di vitamina D: apporto inadeguato di integratori di vitamina D , mancanza di informazione sulla vitamina D da parte dei medici, stato di salute discreto o scadente , vivere in zone non equatoriali [al di sopra della latitudine 230 N o al di sotto di 230 S ] , reazioni cutanee [scottarsi facilmente] , nessun viaggio recente in zone soleggiate , etnia Asiatica .“ E’ ben noto che un apporto adeguato di vitamina D non può essere ottenuto soltanto con l’alimentazione, e che la maggior parte della vitamina D ci deriva dall’esposizione ai raggi solari o dagli integratori. Tuttavia, questo studio mostra che fino a due terzi di donne affette da osteoporosi che vivono in zone soleggiate hanno inadeguati livelli di vitamina D e che l’insufficiente integrazione era un potente fattore predittivo per la presenza di livelli inadeguati di vitamina D.

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