Come asciugarsi le mani: 10 regole di igiene di SOFIDEL

SECONDO UNA RICERCA CONDOTTA IN OSPEDALI DI 3 PAESI, USARE LA CARTA DIFFONDE MENO BATTERI DEGLI ASCIUGATORI A GETTO D’ARIA 

Il 5 maggio u.s., è stata la Giornata Mondiale per l’Igiene delle Mani, ricorrenza annuale promossa dal 2009 dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) per migliorare l’igiene quotidiana a livello globale: per l’occasione Sofidel, gruppo cartario con sede a Porcari (Lucca) leader nella produzione di carta per uso igienico e domestico, ribadisce l’importanza della prevenzione come strumento d’igiene, prevenzione che passa sia dallo strumento utilizzato per l’asciugatura delle mani sia dalla proposta di poche e semplici regole utili a vivere in serenità la nostra giornata.

Asciugamani in carta o a getto d’aria? Dal punto di vista igienico, la scelta vincente è la prima. Una opzione confermata e rafforzata anche dalla recente ricerca a cura del prof. Mark Wilcox, consulente e professore di microbiologia medica presso l’Università di Leeds (Regno Unito). La ricerca, diffusa da ETS (European Tissue Symposium) e condotta presso tre strutture ospedaliere in Francia, Italia e Regno Unito, è stata presentata all’European Congress of Clinical Microbiology and Infecoius Diseases (ECCMID), uno dei principali appuntamenti in materia di malattie infettive, di controllo delle infezioni e di microbiologia clinica, tenutosi a Madrid fra il 21 e il 24 aprile scorso.

In ogni struttura ospedaliera sono stati allestiti due bagni, ognuno con a disposizione un solo metodo di asciugatura delle mani, con l’obiettivo di misurare la prevalenza di contaminazione ambientale nei bagni degli ospedali associata ai metodi di asciugatura delle mani. Tra i batteri considerati dalla ricerca: Staphylocooccus Aureus, enterococchi, enterobatteri tra cui Escherichia coli e Klebsiella spp.

I risultati hanno mostrato differenze significative di contaminazione batterica: nei bagni dotati di dispositivi di asciugatura a getto d’aria sono stati raccolti più batteri, sia dal pavimento sia dagli stessi asciugatori, rispetto alle strutture dotate di asciugamani in carta.

 Le 10 regole (+1) per vivere la nostra giornata all’insegna dell’igiene. Ma usare solo asciugamani in carta non basta per prevenire tutte le infezioni batteriche: è per questo che Sofidel promuove il decalogo “24 ore con le tue mani”, realizzato con la consulenza scientifica del prof. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario dell’IRCCS Galeazzi di Milano.

Si tratta di dieci regole (più una) curiose e a volte sorprendenti, per riflettere su quanto importante sia l’igiene nei vari momenti della nostra giornata e nei vari luoghi che attraversiamo durante le 24 ore.

 Le nostre mani sono un ricettacolo di germi ha commentato il prof. Fabrizio Pregliasco. “Una percentuale di questi è rappresentata da microrganismi non patogeni, che risiedono normalmente sulla cute senza creare danni. A questi, però, possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto toccando le più diverse superfici. Come possiamo difenderci? Innanzitutto lavando bene le mani, poi prestando attenzione particolare ad alcuni oggetti – o luoghi – con cui veniamo in contatto durante la nostra giornata”.

 Le mani sono infatti il nostro mezzo principale di contatto con il mondo e sono quindi quelle più esposte a germi di ogni genere. Alcuni sono innocui (ad esempio, la maggior parte di quelli che “incontriamo” sui mezzi pubblici), altri potenzialmente pericolosi (come quelli che portiamo in casa con scarpe e borse); alcuni li troviamo esattamente dove ce li aspettiamo (maniglie e rubinetti dei bagni pubblici), altri dove non penseremmo mai di trovarli (le nostre lenzuola). I batteri non risparmiano neanche PC, smartphone e telefoni fissi: basti pensare che, secondo una ricerca americana (Prof. Beamer e C.Gerba)*, su questi strumenti si annidano centinaia di batteri: su un mouse troviamo 260 batteri per cm2, su una tastiera 511 e sulla cornetta del telefono ben 3.895!

 

10 REGOLE +1

  1. Spegnere la sveglia e alzarsi di scatto o poltrire ancora 5 minuti? Basta non stropicciarsi gli occhi

La sveglia suona, puntuale come ogni mattina. Dopo averla spenta, c’è chi si alza di scatto pronto ad affrontare la nuova giornata o chi invece ama poltrire ancora quei 5 minuti sotto le coperte. Ma tutti noi ci stropicciamo gli occhi, appannati dalla notte di sonno. Secondo uno studio della Washington University School of Medicine in un campione di lenzuola esaminate ben il 18% è risultato contaminato da ceppi di Staffilocco aureus, un batterio che può provocare diverse patologie, per cui vi è un elevato rischio che le nostre mani al risveglio abbiano una carica batterica alta. La cosa migliore quindi è evitare di stropicciarsi gli occhi e passare direttamente a lavare il viso.

  1. La doccia: perfetta per risvegliarsi e a prova di germi

La doccia è sicuramente più pratica e veloce del bagno, ed è una tonificante abitudine quotidiana. Oltre a essere “amica dell’ambiente” perché risparmia acqua (una normale vasca da bagno contiene circa 160 litri d’acqua, mentre con una doccia di 5 minuti se ne consumano tra i 75 e i 90), è anche amica della nostra salute. L’acqua della vasca, secondo una ricerca del Dipartimento di Microbiologia dell’Università A&M del Texas, può diventare un terreno di coltura per diversi tipi di batteri: nel 95% dei casi batteri fecali, nell’81% funghi e nel 34% staffilococchi, i più pericolosi. Va benissimo quindi rilassarsi con un bagno ogni tanto, ma per l’igiene quotidiana è meglio la doccia.

  1. Ma come ti vesti? Via libera ai vestiti puliti e stirati, ma occhio a scarpe, borse e… fazzoletto!

Belli puliti e profumati dopo la doccia, siamo pronti a indossare i nostri vestiti. Tutto bene finché sono quelli puliti dell’armadio, anche perché il lavaggio a temperature superiori ai 50° o la stiratura (120° la temperatura media del ferro da stiro) sono sufficienti a igienizzare i tessuti. E se invece decidiamo di indossare quelli del giorno prima? Nessun problema, a meno che non si siano fatte attività particolari.

Attenzione però a borse e scarpe: se possibile, non portare le scarpe dentro casa, le suole sono un vero ricettacolo di batteri. Per le borse invece, cercate di non appoggiarle a terra fuori casa e di prenderle preferibilmente dalla maniglia/cinghia; se possibile lavatele periodicamente. E in borsetta, preferite una confezione di fazzoletti di carta (da usare una volta sola, non da conservare appallottolati per futuri utilizzi!) all’ormai desueto fazzoletto di stoffa, che trattiene i batteri e può facilmente “colonizzare” anche l’interno.

  1. I mezzi pubblici: “reggersi agli appositi sostegni”, sicuro come una stretta di mano

Ok, i mezzi pubblici sono un covo di germi e lo sappiamo. Ma forse non sappiamo che la stragrande maggioranza di questi germi sono innocui. Secondo una ricerca della Harvard T.H. Chan School of Public Health, sostegni, sedili e touchscreen dove acquistare automaticamente I biglietti sono popolati da migliaia di miliardi di microbi, sorprendentemente però non pericolosi per l’uomo. Quindi, “reggersi agli appositi sostegni” in realtà non è più pericoloso per la salute di una normale stretta di mano. In ogni caso, una volta arrivati in ufficio, d’obbligo un passaggio alla toilette per lavarsi le mani prima di mettersi al lavoro. Se proprio non è possibile, si può usare un gel disinfettante per le mani: ormai ne esistono molte varianti, anche “da borsetta”. Questi prodotti possono uccidere fino al 90% dei batteri, anche se il lavaggio con acqua e sapone rimane sempre la soluzione migliore.

  1. In ufficio: non toccate quel telefono

Computer, telefono, cellulare: sono indispensabili. Ma li pulite mai? Da una ricerca americana (Prof. Beamer e C.Gerba) emerge che questi strumenti sono veri e propri centri di aggregazione di batteri: su un mouse troviamo 260 batteri per cm2, su una tastiera 511 e sulla cornetta del telefono ben 3.895! Per scongiurare ogni pericolo è sufficiente pulire i nostri device con una salviettina o uno spray disinfettante. Ma se gli strumenti che usiamo ogni giorno sono così pieni di batteri, cosa troveremo sulla temuta tavoletta del WC dell’ufficio? Solo 8 batteri per cm2!

  1. Il bagno pubblico: sediamoci pure sulla tavoletta, ma attenzione a maniglie, rubinetti e asciugatori elettrici

Questo vuol dire che possiamo scordarci tutte le nostre fobie e tutte le raccomandazioni che ci faceva la mamma da piccoli? In realtà no, semplicemente dobbiamo prestare attenzione ad altro. Ad esempio, lo sapevate che il vero pericolo non è il WC, ma maniglie e rubinetti?

La paura di sedersi sul sedile del water è esagerata, evitatelo solo se visibilmente sporco. Non toccare la tavoletta con le mani, se proprio non riuscite a resistere a una pre-pulizia potete usare una salviettina disinfettante. Inutili invece i copriwater, che danno un senso di falsa sicurezza. In realtà la barriera più efficace è proprio la nostra cute: è l’organo di maggiori dimensioni del corpo umano (5 Kg di peso e 1,5-2 m2 di superficie) e funge da barriera protettiva rispetto all’esterno. Una volta finito, chiudete il copriasse (servendovi di carta igienica pulita) oppure allontanatevi subito dopo aver azionato lo sciacquone, per non inalare l’aerosol prodotto dal getto d’acqua, che può contenere batteri fecali. Una volta usciti, lavatevi bene le mani e, se possibile, preferite le salviette di carta monouso all’asciugatore elettrico: il suo getto d’aria infatti aumenta fino a 40 volte il numero di batteri presenti sulle mani dopo l’asciugatura e otenzialmente può diffondere la contaminazione ad altri utenti. Per preservare l’igiene delle mani appena lavate, si suggerisce di chiudere il rubinetto e aprire la porta del bagno usando un asciugamano di carta come barriera.

  1. La pausa pranzo “germe free” con stoviglie pulite, tovaglietta e tovagliolo monouso e posate confezionate

Siete arrivati a metà della vostra giornata lavorativa ed è il momento della agognata pausa pranzo. Inutile ricordarvi di lavarvi le mani prima e dopo avere mangiato, giusto? Non possiamo intervenire sulla qualità del cibo e sul rispetto delle norme igieniche con cui viene preparato, ma possiamo darvi qualche suggerimento relativo a ciò che potete controllare. Ad esempio, mettete sempre la tovaglietta monouso sopra il vassoio, di modo che posate e cibo non entrino in contatto con una superficie che spesso non viene lavata in maniera accurata. Preferite posate confezionate a quelle in distribuzione nei contenitori, dove tutti mettono le mani, e tovagliolo di carta usa e getta se disponibile. Piatti, bicchieri e tazzine invece dovrebbero essere “germe-free”, purché lavate in lavastoviglie a temperatura superiore a 40°. Se invece siete fan della “schiscetta”, attenzione a dove mangiate: lontano dalla scrivania (vedi sopra), possibilmente su una superficie precedentemente pulita e disinfettata, e comunque poggiando il contenitore su un tovagliolo di carta pulito.

  1. Il recupero dei figli a scuola: acqua, sapone e una filastrocca per eliminare il 99% dei batteri

Una lunga giornata di lavoro per noi e una lunga giornata di scuola per i nostri bambini. Durante il giorno sono stati a contatto con i coetanei, esperienza fondamentale non solo di socializzazione ma anche per la costruzione del loro sistema immunitario: per ogni bambino, si calcola più di una infezione respiratoria all’anno durante l’età prescolare. Un disagio per i piccoli e per le famiglie, ma in realtà un passaggio fondamentale per la crescita, che li renderà capaci di fronteggiare efficacemente le principali malattie in futuro.

A scuola i bimbi imparano a lavarsi le mani dopo essere andati in bagno e prima di mangiare. Sempre più scuole usano carta cucina e asciugamani di carta monouso, più igienici rispetto a tovaglioli di stoffa e asciugamano di spugna, potenziale terreno fertile per i batteri, soprattutto se lavati una volta la settimana dai genitori.

Appena arrivati a casa, è buona prassi per noi e per loro lavarsi le mani. Possiamo invogliarli ad esempio facendolo insieme, cantando una canzoncina o una filastrocca della durata di 40/60 secondi (tempo necessario per eliminare il 99% dei batteri) e mettere poi una crema idratante neutra per coccolare e nutrire le mani dei nostri bimbi dopo una giornata intensa.

  1. La cena: a ogni ingrediente il suo lavaggio, la sua asciugatura e il suo utensile

Arrivati a casa e, dopo esservi lavati le mani insieme ai bimbi, vi mettete a cucinare. Aprite il frigo e prendete il cibo: attenzione, il freddo può “ibernare” i batteri, prolungandone la vita.

Fondamentale è quindi lavare separatamente gli alimenti, per evitare contaminazioni incrociate, avendo poi cura di asciugarli, preferibilmente con carta cucina. Evitate lo strofinaccio, ed evitate di toccare con le mani “sporche” alimenti diversi. Prestate particolare attenzione a uova, verdure con residui terrosi o carne fresca, perché possibili veicoli di batteri particolarmente pericolosi come salmonella e toxoplasmosi (ogni anno in Italia si stimano oltre 4.000 casi di salmonellosi che richiedono ospedalizzazione, e che sono solo la punta dell’iceberg di molte forme gastroenteriche che sfuggono alle statistiche). In questo caso, lavatevi le mani con il sapone e, se necessario, pulite sotto le unghie con uno spazzolino apposito.

Infine, evitate di usare gli stessi utensili per alimenti diversi: ad esempio, non tagliate il pane con lo stesso coltello con cui avete tolto la crosta del formaggio, perché potreste “spalmare” anche i batteri.

Niente paura invece per cucchiai e mestoli con cui mescolate il cibo in cottura, perché il calore uccide tutti i microbi. Se, da bravi chef, assaggiate il cibo in cottura, ricordatevi poi di cambiare utensile per non “contaminare” il piatto che state preparando.

  1. Il dopocena: rilassatevi, i piatti si asciugano da sé

La buona notizia è che dopo avere sparecchiato e lavato i piatti, vi potete rilassare. I comuni detersivi per i piatti o per lavastoviglie sono sufficienti a eliminare i batteri, soprattutto se abbinati a un lavaggio con acqua a temperatura superiore ai 40°.

I piatti poi si asciugano da soli nello scolapiatti, molto più igienico dello strofinaccio: secondo una ricerca dell’Università dell’Arizona lo strofinaccio ha una carica batterica superiore di 20.000 volte rispetto a quella della tavoletta del water, superato solo dalla spugna (ben 200.000 volte!).

Lasciate quindi che i piatti si asciughino da sé, rilassatevi e restatevene pure con le mani in mano, a godervi la fine di questa intensa giornata con le vostre mani.

+1 E infine l’ultima regola.

Il lavaggio delle mani è il mezzo più semplice, immediato e sicuramente più importante per combattere la trasmissione delle infezioni.

Ribadiamo qui di seguito la semplice procedura per farlo nel modo corretto:

  • Utilizzare sempre il sapone, preferibilmente liquido, perchè scivola meglio in ogni anfratto delle mani.

  • Applicarlo su entrambi i palmi e strofinare accuratamente questa parte e il dorso per almeno 40-60 secondi, senza dimenticare le pieghe tra le giunture, gli spazi tra le dita o sotto le unghie dove i germi si annidano più facilmente.

  • Risciacquare bene sotto un getto di acqua corrente, rigorosamente tiepida-calda, per spazzare via ogni residuo di sapone e di sporcizia.

  • Asciugare bene le mani. Per non vanificare il lavoro fatto, usate un asciugamano pulito o meglio ancora un asciugamano di carta monouso.

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