CANNABIS: PER LA FDA AMERICANA NON CI SONO “PROVE SOLIDE” SULLA SUA EFFICACIA TERAPEUTICA


Per l’establishment medico Usa non ci sono ancora “prove scientifiche solide” che dimostrino i benefici dell’impiego della marijuana in campo medico. A sostenerlo, negli Stati Uniti, è la Food and Drug Administration: con questo parere l’organizzazione ha smentito uno studio, da essa stessa commissionato nel 1999. In quell’occasione, erano stati gli scienziati dell’Institute of Medicine a dichiarare la marijuana “moderatamente adatta a lenire particolari situazioni”, legate in particolare ai trattamenti di chemioterapia. Ben 11 stati, negli Usa, hanno legalizzato l’uso terapeutico della marijuana, varando anche leggi ad hoc. Il dibattito è aperto anche in Europa. Paesi come l’Olanda, la Germania, la Svizzera, l’Austria e la Gran Bretagna hanno da tempo iniziato le sperimentazioni per verificare l’efficacia della sostanza. E in tutto il mondo, compresa la California, tra delusioni e speranze, sono sempre di più i trial clinici avviati per testare la cannabis e i suoi derivati in più patologie: dal cancro all’Aids, dalla Sclerosi multipla al morbo di Parkinson e, perfino, nel glaucoma. Tempo addietro un gruppo di malati inviò una lettera all’allora Ministro della salute Veronesi dichiarando”Per quanto ci si sforzi non riusciamo a capire perché ci si debba accanire a proibire l’uso terapeutico di una sostanza che può dare sollievo a chi soffre, e che sotto il profilo farmacologico risulta molto meno tossica e molto più sicura di molti farmaci regolarmente in commercio.”

Annunci

Commenta per primo

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.