CANCRO COLO-RETTALE: FINO AL 2007 CAMPAGNA DI PREVENZIONE IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE

Una patologia “silenziosa”: colpisce 32 mila italiani l’anno.
La prevenzione può ridurre dell’80% l’incidenza della malattia.

E’ un’emergenza socio-sanitaria anche in Europa. Per questo il Ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni hanno deciso di inserirla nel Piano della Prevenzione 2005-2007.
Stanziati 440 milioni di Euro per gli screening su patologie cardiovascolari, obesità, diabete e tumori, fra i quali il Cancro Colo- Rettale.
Gli strumenti per diagnosticare tempestivamente questa malattia: test del sangue occulto nelle feci e colonscopia. Sono esami gratuiti, se prescritti dal medico.
Lo screening coinvolgerà uomini e donne ultracinquantenni in tutta Italia.
Roma, 16 giugno 2005 – Di cancro si può morire, ma dal Cancro Colo-Rettale si può anche guarire, se viene diagnosticato precocemente.
E’ questo il concetto che dal 2002 sintetizza “L’apparenza spesso inganna, la prevenzione del Cancro Colo-Rettale può salvarti la vita”, la campagna di sensibilizzazione nazionale su questo tumore. Molto è stato fatto in questi primi tre anni di attività e molto si farà nel triennio 2005-2007. Il Cancro Colo-Rettale è stato, infatti, inserito nel Piano Nazionale della Prevenzione, in virtù della legge 138/2004, che ha recepito gli obiettivi di salute individuati dall’Unione Europea. Grazie a parte dei fondi – complessivamente 440 milioni di Euro – stanziati dal Ministero della Salute e dalla Conferenza Stato–Regioni per le campagne di prevenzione delle emergenze sanitarie, partirà uno screening sulla popolazione che coinvolgerà progressivamente tutte le Regioni italiane.
Promotori della campagna sono la Federazione Italiana delle Malattie Apparato Digerente – che raccoglie AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri) SIED (Società Italiana Endoscopia Digestiva) e SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia) – gli Istituti Tumori e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con il supporto della Fondazione Johnson & Johnson.
L’iniziativa è posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute.
Gli obiettivi dello screening
“Lo scopo di questo secondo triennio della campagna – dice il prof. Franco Pacini, coordinatore della Campagna Nazionale e direttore del Dipartimento di Gastroenterologia dell’ospedale Careggi di Firenze – sarà quello di ridurre di oltre l’80 per cento l’incidenza del Cancro Colo-Rettale nella popolazione italiana, attraverso uno screening capillare. Un obiettivo ambizioso, che potrà essere raggiunto solo con una stretta collaborazione tra Società Scientifiche e Medici di Medicina Generale, che dovranno invitare i soggetti a rischio a sottoporsi agli esami di screening. A questo scopo stati accreditati 300 centri di endoscopia e gastroenterologia su tutto il territorio nazionale”.
“Le Società scientifiche – aggiunge il Prof. Alessandro Zambelli, Presidente della Federazione Italiana delle Malattie dell’Apparato Digerente – hanno il compito di definire le linee-guida per l’elaborazione dei protocolli di prevenzione. Sulla base dei dati di letteratura internazionale e dei
dati raccolti in Italia, sono state identificate le popolazioni a maggior rischio di Cancro Colo-Rettale: soggetti a rischio generico di oltre cinquant’anni di età e soggetti a rischio aumentato, che hanno avuto in famiglia uno o più casi di CCR, che soffrono di poliposi adenomatosa o di malattie infiammatorie intestinali. Le Società scientifiche devono soprattutto vigilare affinché le procedure diagnostiche e terapeutiche di screening siano realmente efficaci, cioé attuate secondo criteri di assoluta competenza culturale e metodologica ed in tempi coerenti con il rischio di riscontro di malattia tumorale”.
“Per il Cancro Colo-Rettale – interviene il prof. Francesco Schittulli, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – è utile seguire due progetti di prevenzione: una prevenzione primaria, basata sulla correzione dello stile di vita e sulla lotta al tabagismo, ed una prevenzione secondaria, che consiste in una vera e propria anticipazione diagnostica attraverso i test di screening, come appunto la ricerca di sangue occulto nelle feci e l’endoscopia colo-rettale. E’ una filosofia di intervento che ha successo anche in altre tipologie di tumore, come quelle della mammella, dell’utero e della prostata”.
“Alcuni studi randomizzati in Europa e in Usa – conclude il prof. Massimo Crespi, primario emerito dell’Istituto Regina Elena per lo Studio e la Cura dei Tumori – hanno dimostrato che lo screening, attuato mediante l’esame periodico del sangue occulto nelle feci o mediante esami endoscopici, è in grado di abbassare la mortalità per tumori del colon retto. L’esame del sangue occulto nelle feci ha fatto registrare una riduzione della mortalità in una percentuale compresa tra il 18 ed il 33%. Utilizzando la colonscopia, il dato statistico è salito al 60%. I protocolli di prevenzione europei convergono nel raccomandare di eseguire, dopo i 50 anni, l’esame del sangue occulto nelle feci ogni 12-24 mesi o, come opzione, una colonscopia ogni 10 anni. Una piena e convinta partecipazione dei Medici curanti è l’elemento vincente per convincere la cittadinanza e sottoporsi ai test di screening”.
I numeri di un nemico silenzioso
Il Cancro del Colon-Retto si manifesta con frequenza pressoché uguale in entrambi i sessi. Il 90% dei casi diagnosticati su base clinica riguarda individui sopra i 55 anni. La sopravvivenza a 5 anni dipende dallo stadio della diagnosi: è del 90% quando la malattia è identificata nella sua fase iniziale, mentre scende a circa il 15-20% se la diagnosi è tardiva. Le persone che hanno superato i cinquant’anni e la popolazione a rischio per familiarità dovrebbero sottoporsi al programma preventivo specifico: il test del sangue occulto nelle feci – da effettuare ogni anno – e periodicamente la colonscopia, eseguita in sedazione. Questi esami, se prescritti dal medico, sono esenti dal ticket e possono essere eseguiti presso i Centri di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, accreditati dalle Società Scientifiche aderenti alla Campagna. L’elenco dei centri è disponibile sul sito www.cancrocolon.it.

Fonte:
Ufficio Stampa Weber Shandwick

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