black alert e bad call: in numerosi ospedali inglesi

black alert

Secondo recenti stime in UK sono stati tagliati di circa 50.000 interventi chirurgici. Ospedali nel caos crescente, dovuto anche al picco dell’influenza invernale che sta lasciando i pazienti fragili di fronte ad attese anche di 10-12 ore, al punto che in alcune strutture si stanno esaurendo anche gli spazi nei corridoi.

Lo stato di emergenza è destinato a peggiorare nelle prossime settimane e si prevede possa durare fino a febbraio. Al momento già 10 ospedali hanno dichiarato uno stato di “black alert”.

Prosegue la crisi del NHS inglese. A tutti gli ospedali è stato ordinato di annullare gli interventi chirurgici non urgenti almeno fino a febbraio. In totale, un taglio di circa 50.000 operazioni. Gli ospedali riportano un caos crescente, dovuto anche al picco dell’influenza invernale che sta lasciando i pazienti fragili di fronte ad attese anche di 10-12 ore, al punto che in alcune strutture

si stanno esaurendo anche gli spazi nei corridoi. Per quanto riguarda i ricoveri non si riesce neanche a mantenere una separazione tra reparti maschili e femminili e si attrezzano degenze miste.

La decisione di allentare le regole aprendo nuovamente ai reparti di sesso misto, separazione con la quale si punta a proteggere la dignità dei pazienti, è stata presa come misura disperata proprio a causa del sovraffollamento.

La situazione, tra l’altro, è destinata a peggiorare. I funzionari della sanità hanno infatti dichiarato che le pressioni sul NHS dovrebbero continuare a salire nelle prossime settimane a causa dei livelli di influenza in aumento.

Attualmente agenzie indipendenti per il diritto del malato segnalano tempi di attesa che arrivano alle 10-12 ore con rischi enormi per i pazienti in attesa che in questa attesa sviluppano complicanze e aumentano il rischio infettivo di gente sana presente nell’ambiente.

Se a questo aggiungiamo il fenomeno cresecente delle “BAD CALL”ossia di ambuolanze chiamate anche più volte allo stesso domicilio si capisce come il sistema stia in grosse difficoltà e secondo osservatori indipendenti al limite del collasso.

In Italia con una circolare informativa viene sottolineata la necessità di mantenere attiva, anche per la stagione 2018/2019,

la sorveglianza di tutte le forme gravi e complicate dei casi di influenza confermata, quali le gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e le sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS).

Viene precisato, in particolara a tutti i reparti di terapia intensiva (UTI), la necessità al momento del ricovero, di effettuare i test di laboratorio per l’identificazione dei virus nfluenzali (con sottotipizzazione per A(H1N1)pdm09 e A(H3N2) ) in tutti i pazienti con SARI e ARDS al fine di attivare le misure di sorveglianza e di eseguire notifica delle malattie infettive secondo il DM 15 dicembre u.s.

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