assistenza anziani: il caregiving familiare è donna

Donna, tra i 45 e i 54 anni, a cavallo tra vita professionale e ruolo di madre, e sola nel prendersi cura del proprio genitore non autosufficiente, con i conseguenti sovraccarichi di stress emotivo. E’ il ritratto della figura del “caregiver” in Italia, emerso dai dati raccolti in quasi due anni di attività da VillageCare.it, la prima piattaforma nazionale che si occupa di orientamento e sostegno per chi si prende cura di anziani con fragilità, e raccontato in occasione della Giornata Mondiale della Salute (7 aprile 2018) per far luce su un ruolo, non ancora regolamentato dalla legge, che coinvolge oltre 8 milioni di italiani.

Un numero destinato a crescere: secondo l’ISTAT, che prevede il raggiungimento entro il 2050 di quota  21.775.809 ultrasessantacinquenni, il 34,3% della popolazione, passando da un quinto attuale (13,4 milioni, il 22% del totale) a un terzo dei residenti. Fonte: Il Futuro demografico del Paese, ISTAT, 2017

“La piattaforma VillageCare.it nasce proprio per aiutare i figli caregiver – spiega Silvia Turzio, Ceo e co-fondatrice – semplificando la gestione di tempo, energie e risorse: attraverso il sito, possono rivolgersi allo sportello di primo orientamento gratuito, effettuare autonomamente ricerche di strutture, servizi, informazioni utili e consigli pratici, essere messi in contatto con servizi socio-assistenziali, fino ad arrivare alla creazione di un intero percorso di consulenza personalizzato grazie ad una rete di realtà partner, medici, esperti e specialisti.”

Le oltre 2000 richieste specifiche prese in considerazione da VillageCare.it permettono di fotografare: il profilo del “caregiver”, le necessità più comuni manifestate e le maggiori difficoltà riscontrate, soprattutto per chi è vittima dell’inversione di ruoli, ovvero chi diventa genitore del proprio genitore, e ha figli a sua volta.

Il profilo – L’82% delle richieste di informazioni giunte al team di specialisti di VillageCare tramite email e telefono proviene da donne. Di queste: il 75%  ha tra i 45 e i 54 anni, l’86% è rappresentato da madri lavoratrici con livello di istruzione medio-alto e il 67% dichiara di essere sottoposto a carichi di stress psico-fisico difficilmente gestibili dovuti al ruolo di “caregiver”. Ruolo che, generalmente, viene svolto in completa autonomia e solitudine, come confermato da una recente ricerca Ipsos da cui emerge che solo il 14% dei caregiver si appoggia ad un aiuto esterno.

Le necessità – Il 69% delle richieste riguarda un genitore, non autosufficiente nel 70% dei casi. Il 59% delle patologie per cui viene richiesto orientamento e supporto sono neuro-degenerative (Alzheimer, Parkinson e Demenza), mentre il restante 41% è suddiviso tra disabilità motorie, problemi cardiaci e respiratori, oncologici, diabete e malattie rare. La necessità espressa con maggiore frequenza, nei primi mesi dell’anno, riguarda il reperimento di strutture per trascorrere una vacanza di sollievo in previsione del periodo estivo: alberghi assistiti per persone parzialmente autosufficienti e residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti.

Le difficoltà – Rispetto alla totalità dei casi, secondo quanto riportato da VillageCare, il 73% di chi si prende cura di una persona con fragilità è in stato di difficoltà psicologica. Tra le manifestazioni segnalate, spiccano: rabbia, stress, stati confusionali, senso di colpa e senso di impotenza.

Solo recentemente la figura del caregiver familiare ha cominciato ad essere oggetto di attenzione a livello istituzionale – conclude Turzio – rimane tuttavia ancora molto lavoro fare per adeguare il sistema di welfare per chi si prende cura degli anziani compromettendo spesso la propria dimensione professionale e, in alcuni casi, rinunciandovi.”

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