acido folico: ingiustiticato aumento di prezzo

prezzo dei farmaci

acido folicoStessa composizione, stessi utilizzi, stessa importanza per le donne in dolce attesa e per i bebè, ma prezzi ben diversi quando un comune e utilizzatissimo integratore alimentare viene messo in una confezione “da farmaco”. È questa la denuncia di Federsalus (Federazione Nazionale Produttori Prodotti Salutistici), l’associazione che opera nel settore dei prodotti salutistici (integratori alimentari, alimenti arricchiti, prodotti dietetici, prodotti di erboristeria e functional foods).E il dito viene puntato sui prodotti a base di acido folico, una sostanza da tempo raccomandata come integratore alimentare alle donne in dolce attesa perché riduce il rischio di malformazioni per il feto (come ad esempio la spina bifida) e serve per lo sviluppo delle cellule che formano il sistema nervoso e il midollo spinale. Importantissimo anche durante la fase di allattamento, durante cui il bebè ha bisogno di questa vitamina. Sull’utilizzo delle compresse a base di acido folico esistono teorie differenti, ma in media si calcola che tra la gravidanza e lo svezzamento le donne lo assumano per 12 mesi, una compressa al giorno. “Oggi ci si trova a dover affrontare una situazione non chiara – sottolinea Renato Minasi, Presidente di Federsalus – Da tempo esistono in commercio alcuni prodotti, appartenenti alla categoria degli integratori, a base di acido folico. In farmacia però oggi si trova anche un nuovo prodotto, registrato da un’industria farmaceutica, che ha le stesse identiche caratteristiche degli integratori. Unica differenza? Il prezzo, che per l’acido folico prodotto dall’azienda farmaceutica cresce tra il 10% e il 28% rispetto agli integratori”. Mentre almeno due tra gli integratori alimentari presenti sul mercato in confezioni da 90 compresse hanno un costo di 7 Euro e 80 centesimi l’uno e di 9 Euro l’altro, l’integratore “vestito” da farmaco costa 3 Euro e 47 centesimi, per 28 compresse, ovvero a parità di numero di compresse costa tra 1 e 3 Euro più degli integratori. “Da sempre siamo stati accusati di fare dei farmaci vestendoli da integratori, cosa peraltro assolutamente opinabile – continua Renato Minasi – . Ora la situazione si è letteralmente capovolta e troviamo prodotti da sempre appartenenti alla categoria degli integratori trasformati in farmaci, e senza che tra le due tipologie di prodotti ci sia la minima differenza. Il tutto senza considerare il fatto che il farmaco a base di acido folico è mutuabile in classe A, quindi rappresenta un ulteriore voce di costi in una spesa per i farmaci già allarmante”. Sia gli integratori che il farmaco, infatti contengono 400 microgrammi di acido folico per compressa la quantità raccomandata dai Larn, i livelli di assunzione raccomandati per i nutrienti.

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